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Frazioni

LOCALITÀ E FRAZIONI
Luoghi che oggi ci colpiscono per la loro fiorente vegetazione e per una notevole panoramicità, anche se al di fuori delle vie di comunicazione principali, conservano una ricca storia di quando il territorio di Varese Ligure era solcato da una fitta trama di mulattiere che consentivano ricchi traffici di mercanzie dalla costa e dalla bassa Val di Vara verso la Pianura Padana e le valli del Piacentino e del Parmense. Quindi anche in piccole frazioni, di grande suggestione ma oggi quasi dimenticate dal frenetico mondo moderno, e perciò più alla portata di un viaggiatore/turista slow e attento, si trovano testimonianze di quel passato glorioso.

In alta posizione dominante la valle troviamo BUTO (m. 690 s.l.m.) frazione che dista dal Capoluogo circa 17 Km ed è situata ai piedi del Gottero, da qui passava l’antico percorso carovaniero diretto da Levanto al Passo del Cento Croci. Fortificata dai bizantini faceva parte del "limes" che controllava il loro confine occidentale. Fu feudo dei marchesi Malaspina, poi passò alla nobile famiglia dei Fieschi. Perse importanza quanto la strada fu deviata nel fondovalle. La frazione si anima nel periodo estivo per le numerose presenze di turisti.
Da visitare:
Chiesa di San Pietro, di origine medievale, costruita utilizzando le pietre del castello (quando non fu più necessario alla difesa) che sorgeva sopra il borgo; elementi di reimpiego si individuano anche nel campanile.
Festeggiamenti: 8 Settembre - Festa patronale "SS. Nome di Maria".
Per info: www.buto.it

Sulle pendice del Monte Gottero, il più alto della provincia spezzina, si trova CARANZA (M. 652 s.l.m.) che dista dal capoluogo circa 8 Km., centro già abitato in epoca preromana, come testimoniano i resti di un "castellano" ovvero punto fortificato dagli antichi liguri con una cerchia di mura di solito alla sommità di una collina, a difesa dei centri abitati, colture e pascoli, o a controllo di passaggi obbligati.
Da visitare: Chiesa di San Lorenzo: al suo interno apprezzabile tela di Madonna con bambino del XIX secolo – presso la Chiesa di San Lorenzo architrave decorato con figure arcaiche.
Festeggiamenti: 10 Agosto – Festa patronale "San Lorenzo"


TAGLIETO (m. 600 s.l.m.) dista 5 km. da Varese si trova ai piedi del Passo di Cento Croci, sviluppandosi intorno alla Chiesa di San Bernardo, in bella zona verde. Il Passo, circondato da verdi pascoli dal sapore alpino, segnava il confine tra la Repubblica di Genova e il Ducato di Parma, offrendo una via verso la pianura Padana; ed era dotato in età medioevale di un "hospitale" per viandanti come la vicina Rocca del Monaco
Da visitare: Sulla strada che da Varese Ligure sale al Passo del Cento Croci si trovano i ruderi del CASTELLO DI MONTE TANANO, che fu edificato dai Fieschi nel XIII secolo in importante posizione strategica sul crinale tra le valli dei torrenti Stora e Crovana: fu infatti investito per primo dagli attacchi dal nord, in particolare quello a cui seguì la dominazione dei Visconti sul territorio di Varese Ligure nel 1435. Passato a Manfredo Landi di Compiano nel 1472, nel 1492 fu riconquistato dai Fieschi che lo distrussero per evitare ulteriori attacchi al paese.
Festeggiamenti: 20 Agosto – Festa patronale " San Bernardo"


COSTOLA (m. 509 s.l.m.) dista circa 12 Km dal capoluogo; controllava la via di fondovalle e anche quella, più antica, di crinale, con un castello sulle cui rovine nel XVIII secolo, cessate le esigenze difensive, si costruì la chiesa di San Vincenzo Martire, anche con materiale di reimpiego; nel portale sono evidenti elementi dell’originario portale.
Da visitare: la sopraindicata Chiesa di San Vincenzo
Festeggiamenti:25 Luglio – Festa patronale "San Giacomo"


MONTALE (m. 340 s.l.m.)
Rinomata per l’ottimo vino si trova a mezza costa, in posizione dominante la valle ed è la frazione più meridionale del Comune, in posizione intermedia tra Varese Ligure e Sesta Godano e dista dal Capoluogo circa 13 Km. La parte vecchia, posta su di un’altura domina il corso del Vara ed è ricca di suggestivi scorci.
Da visitare : Più vicino al Fiume Loc. Cavallanova dove vi si trova l’antico oratorio, considerato tradizionalmente la chiesa più vecchia della Valle.
Festeggiamenti: 13 Giugno - Festa Patronale "Sant’Antonio da Padova".


SAN PIETRO VARA (m. 293 s.l.m.)
A Km 5 dal capoluogo, troviamo la più popolata delle frazioni di Varese Ligure; è un tipico insediamento di fondovalle, moderno nella sua concezione urbanistica è attualmente un centro agricolo e commerciale, fornito di negozi di generi diversi, di bar, di ristoranti che si anima nel periodo estivo per la presenza di numerosi villeggianti.
Nel 1748 vi si tenne una conferenza per trattare l’armistizio tra gli Austriaci ed i Franco – Spagnoli in guerra
Da visitare: Chiesa Parrocchiale di San Pietro con il trittico del Cambiaso "San Pietro tra i Santi Giovanni Battista e Paolo" ed il trittico marmoreo del 1548 "Madonna con Bambino tra San Rocco e San Sebastiano"; l’oratorio di Nostra Signora della Spianata con i caratteristici crocifissi
Festeggiamenti: 29 Giugno Festa Patronale di "San Pietro" – Seconda domenica di Agosto "Nostra Signora del Carmine"; Seconda domenica di settembre "Madonna di Loreto" con la quale si da l’arrivederci a molti dei villeggianti della frazione.


SALINO (m. 529 s.l.m.)
Posta su di un’altura, a Km 4 da S. Pietro Vara vi sono visibili i ruderi dell’antico castello;
Da visitare: Chiesa di Sant’Andrea: nel complesso è leggibile la struttura di un’antica fortificazione
Loc. Castonovo: fortificazione medievale frequentata del XII secolo, a controllo della strada proveniente da Carro e diretta a Cento Croci, fu abbandonata nel XVI secolo.
Festeggiamenti: 15 Agosto - Festa patronale "Assunzione della Beata Vergine Maria"

A 5 Km. da Varese troviamo la frazione di TEVIGGIO (m. 558 s.l.m.) chiamato anticamente Costa del Veglio era fin dal Medio Evo toccato dalla strada di mezza costa che univa Sestri a Caranza e Cento Croci passando per Carro, Castello e Cavallanova. Aveva un castello citata dalla fonte del XII secolo, oggi distrutto. Le vecchie abitazioni conservano ancora oggi i caratteri e gli elementi architettonici tipici della cultura contadina.
Da visitare: oratorio di San Rocco: stazioni della Via Crucis in ardesia; Santuario della Madonna di Caravaggio.
Festeggiamenti: 26 Maggio – Festa patronale "Madonna di Caravaggio"

A Km. 3 da Teviggio troviamo PORCIORASCO (m. 550 s.l.m..) con un antichissima Chiesa Parrocchiale ed architravi in pietra decorati con disegni simbolici a rilievo nelle abitazioni.
Da visitare: Chiesa di San Michele: Madonna con Bambino, settecentesco gruppo ligneo di scuola genovese donato alla chiesa dalla famiglia De Paoli, originaria della Corsica; la raffigurazione ricorda il dipinto della Madonna di Lavasina, venerato nell’omonimo Santuario nei pressi di Bastia.
In questi ultimi anni, presso Villa Gotelli-De Paoli è parte dell’itinerario del "Festival Paganiniano di Carro" che attira gli amanti della musica classica non solo del luogo ma anche dalle province limitrofe.
Festeggiamenti: 29 Settembre – Festa patronale "San Michele Arcangelo"

CAVIZZANO (m 450 s.l.m.) è un borgo arroccato in posizione di difesa, tra i domini dei Fieschi e quelli dei Pinelli; di questi ultimi rimangono i resti di un castello. In loc. TRENZANASCA, più a valle, la chiesa di San Giovanni Nepomuceno il cui culto proviene dalla Boemia e fu probabilmente importato da girovaghi che da Varese toccavano tutta l’Europa nord-orientale.
Da visitare: Chiesa di San Cristoforo; al suo interno dipinto di Simone Barbino "Madonna con Bambino tra San Cristoforo e San Giacomo"
Festeggiamenti: Cavizzano domenica successiva al 12 settembre – Festa patronale "Nome di Maria"
Trenzanasca: ultima domenica di maggio o prima domenica di giugno – Festa patronale "San Giovanni Nepomuceno".

Dalle pendici del Monte Zatta sgorga la sorgente che dà origine al Fiume Vara. Nelle vicinanze il borgo di CODIVARA a circa 13 Km da Varese (m. 750 s.l.m.), anch’esso in posizione strategica su un tracciato che da Varese Ligure conduce verso le valli Graveglia e del Taro. Di quest’epoca si conservano i resti di un castello detto di Novasina o Panizzaro costruito dai Fieschi nel XII secolo.
Da visitare: Loc. Monte riso: resti del castello di Novasina, costruito dai Fieschi nel XII secolo e detto anticamente "di Panizzaro"
Festeggiamenti: 24 Giugno – Festa patronale "San Giovanni Battista"

COMUNEGLIA (m. 646 s.l.m.) è situata a circa 9 Km. dal capoluogo e trae il suo nome dalle "comunaglie", le quali erano aree di uso comune che venivano sfruttate per il pascolo e per il legname, e derivavano da divisioni medievali di beni tra le famiglie Fieschi e Pinelli. Il territorio oltre all’omonima frazione, comprende anche le loc. GHIGGERI, TOCETO e CODIVARA.

VALLETTI (m. 590 s.l.m.) circa 6 km da Varese trae il suo nome dai numerosi "valletti" ovvero corsi d’acqua che l’attraversavano , le abitazioni con criptoportici sono caratterizzate da aie pensili.
Da visitare: Chiesa di Sant’Anna, elevata a Santuario nel 1950, al suo interno dipinti, oggetti ed arredi sacri di notevole pregio.
Festeggiamenti:26 Luglio – Festa patronale "Sant’Anna" che ogni anno raccoglie numerosi fedeli anche dal Capoluogo e dalla altre frazioni del Comune.
Per info: www.valletti.it
Da segnalare COLLI DI VALLETTI (m. 776 s.l.m.) località che offre ampi panorami di notevole suggestione e bellezza sulla vallata sottostante, essendo situato sullo spartiacque tra il Comune di Varese Ligure ed il Comune di Maissana.

CASSEGO (m. 710 s.l.m.) è situato sull’antico tracciato che da Varese Ligure porta al Passo del Bocco ed è raggiungibile da sentieri che scendono dall’Alta Via dei Monti Liguri. Conserva i ruderi di una fortificazione dei Fieschi nota come "La Torricella"
La presenza dei conti di Lavagna, nel territorio di Varese data almeno all’inizio del XI secolo; essi nel 1161 ne ottennero l’investitura dall’Imperatore Federico I. Alla fine del XII secolo, due rami dei Conti – Fieschi e Pinelli – si stabilirono nell’attuale Cassego e di li iniziarono a disboscare, a costruire edifici in legno, a seminare, ad avviare l’agricoltura e l’allevamento. Quasi subito iniziò la lunga stagione dei conflitti tra le due famiglie, quando i Fieschi scacciarono i Pinelli da Cassego e li costrinsero a rifugiarsi nella vicina località Carbello, dove costruirono una torre detta appunto "Torre dei Pinelli".
Da visitare: "Museo Contadino" importante chiave di lettura del territorio e dei suoi abitanti, che offre una vasta documentazione delle attività dei mestieri della Val di Vara
Ospita anche il Centro diocesano pastorale, vocazionale e giovanile gestito dalla Curia Vescovile della Spezia.
Festeggiamenti: 29 Agosto – Festa patronale " Madonna della Guardia"

SCURTABÒ(m. 661 s.l.m.) situata a 7 Km. da Varese è un centro agricolo di mezzacosta sulla direttrice che da Varese porta al passo del Bocco.
Festeggiamenti: 10 Agosto – Festa patronale "San Lorenzo"
In questi ultimi anni vengono svolte numero sagre durante il periodo estivo, che valorizzano i prodotti del luogo e che attirano i numerosi amanti, del "buon cibo in mezzo alla natura".


PICCOLE CURIOSITÀ DAL PASSATO……….
L’Alta Val di Vara è un territorio a vocazione agricola. La pratica dell’agricoltura fu avviata dai Fieschi già alla fine del XII secolo e, nel ‘200, un tale, Menaloche vi introdusse il castagno, che nei secoli successivi, si diffuse fino a soppiantare il cerro.
Fu il castagno a caratterizzare il paesaggio e la cultura locale e a dare impulso all’edificazione di numerosi mulini per la macina delle castagne, oltre che dei cerali.
Dei mulini si hanno testimonianze antiche: dei due di Varese - uno sul fiume Vara, uno sul Crovana – si hanno notizie già dal 1468; uno sul Vara a Comuneglia, risulta già esistente nel 1509. Nei documenti di inizio ‘500 compaiono anche quelli di Rocchetta (sul rio San Biagio), Torricella, Zanega, Cassego, Chinela, Valle, Denegato, Taglieto, Trenzanasca, Caranza, Porciorasco, San Pietro, Montale, oltre ai due di Scurtabò e al mulino sul Taro. Nel 1603 gli uomini di Salino ne costruirono uno proprio.
Accanto ai castagni trovano posto le grandi faggete del Penna, di Pessino e del Monte Gottero, che per secoli fornirono il legno necessario a costruire i remi per le galee genovesi.
Molte erano le coltivazioni di canapa, dislocate su tutto il territorio, soprattutto alle spalle di Varese (a Taglieto, Chinela, Valle, Valletti, Comuneglia, San Pietro, Torricella, Cavizzano, Zanega, Scioverana, Cassego e Scurtabò).
Quasi ogni famiglia disponeva di appezzamenti di terreno che coltivava direttamente.
Un esempio particolare di azienda agricola è quella dei De Paoli di Porciorasco.. La famiglia, ritenuta originaria della Corsica, fiorì dapprima nella zona di Comuneglia, quindi a Porciorasco, proprietaria di estesi fondi agricoli, nel XVIII secolo vi edificò una villa che divenne sede dell’operosa attività familiare.
Oltre alla produzione agricola, al suo interno coesistevano la bottega del fabbro, quelle del calzolaio e del falegname, il frantoio, il laboratorio di orologeria; vi si allevavano anche i bozzoli e la seta veniva filata e tessuta. I De Paoli non trascurarono di dotare la villa di una ricca biblioteca e, in ossequio alla cultura classica, scelsero come motto familiare un verso del poeta latino Orazio, che troviamo ancora inciso sul portale a spiegare il senso di tanta laboriosità: "Parta labore quies iterum paritura laborem" (il benessere scaturito dalla fatica genera nuova attività).
La documentazione storica fin dal Medio Evo offre l’immagine di un mondo rurale vivace e dinamico, aperto ai contatti esterni, in cui si muovono piccoli proprietari terrieri e soprattutto artigiani e commercianti. Un posto di rilievo occupano i fabbri, i falegnami e, soprattutto, i calzolai.
La fabbricazione artigianale delle calzature occupava intere famiglie e alle donne spettava il compito di cucire le tomaie. Il 24 ottobre, giorno di San Crispino protettore dei calzolai era preceduta da una novena nella chiesa di San Filippo Neri; i padroni invitavano a pranzo i garzoni per mangiare lo stoccafisso"accomodato" e partecipavano al Vespro indossando il grembiule da lavoro.
I traffici commerciali tra la Padania e la costa crearono nel tempo una serie di attività indotte: erano numerosi i bastai, i maniscalchi e gli osti.
La tradizione ospitale a Varese ha radici lontane. Lo storico Antonio Cesena ricorda che ancora prima della fondazione del borgo, nel XIII secolo, un tale Vero aveva aperto un’osteria vicino al Vara, nella quale sostavano i fedeli diretti alla Pieve. Alla fine del XV secolo l’osteria più grande e nota del paese era quella gestita d Bartolomeo Pigati e dalla moglie Cattozza; da lì prese avvio il terribile contagio di peste portato nel 1497 da un mercante veneziano che aveva soggiornato. Intorno al 1760 sorgeva la locanda "Insegna della bottiglia", gestita da Michele Marcone; l’attività si è tramandata da padre in figlio per due secoli e l’antica locanda si chiama oggi Albergo Amici. La vivacità della vita economica andò scemando a partire dal XIX secolo. La costruzione della nuova Via Aurelia e della ferrovia costiera attirò i traffici verso La Spezia, divenuta con la fondazione dell’Arsenale – una città di importanza strategica. L’Alta Val di Vara diventò quindi periferica rispetto ai nuovi traffici economici: cominciò così l’esodo dalle campagne, che portò molti abitanti a cercare fortuna nelle Americhe. I varesini, per la verità, conoscevano l’emigrazione da tempo: agricoltori che stagionalmente si recavano a lavorare nella Pianura Padana, venditori ambulanti, ammaestratori di animali, "ghitti" da tempo percorrevano le strade dell’Italia settentrionale e dell’Europa, ma dal XIX secolo i flussi migratori divennero massicci e seguirono le medesime direttrici di quelli del Tigullio. Il territorio varesino è caratterizzato da una scarsa densità di popolazione, dovuta soprattutto all’esodo degli abitanti verso la costa, fenomeno che peraltro ha colpito l’intera Val di Vara e le altre zone montane della Liguria.
La povertà dei terreni e la conseguente ricerca di una più adeguata sistemazione economica e sociale da parte degli abitanti non ha trovato altro sbocco al di fuori dell’emigrazione: la dinamica dell’andamento demografico registra, da oltre un secolo, la tendenza ad un costante spopolamento, soprattutto delle frazioni. Un flusso interno porta ai centri maggiori, Varese Ligure e San Pietro Vara, che tendono a mantenere il loro peso demografico nonostante la diminuzione degli abitanti in valore assoluto.
La tendenza occupazionale nel settore del terziario è legata soprattutto al fenomeno del turismo, attirato dal suggestivo ambiente naturale e dai caratteristici centri storici. Oltre al turismo stagionale, richiamato dalla presenza di seconde case e di strutture ricettive, è presente anche un flusso di visitatori articolato su gite di fine settimana, con un notevole numero di presenze specie nei giorni festivi. Chi ha dovuto lasciare la Valle per trovare un lavoro sicuro in città, a Genova o nei centri della costa, nel periodo estivo ama tornare al paese di origine: ed ecco che per qualche mese le frazioni si ripopolano e la vita in esse torna a pulsare , fino all’autunno.