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Varese Ligure deve la sua notorietà al celebre Borgo Rotondo, che tuttavia non costituisce l’unico elemento d’interesse: centro rurale dell’Appennino, crocevia di commerci e teatro di vicende che lo legano ad un più vasto scenario storico, presenta svariati motivi d’interesse. Con la discrezione che si addice all’ambiente ligure, il territorio riserva gradevoli sorprese al visitatore, svelando poco a poco le chiese e i palazzi disseminati nelle frazioni, un ambiente incontaminato, una storia importante, una cultura secolare. L’ambiente naturale, uno di più integri e suggestivi dell’intera regione, il pregio dei suoi piccoli tesori artistici – l’architettura rurale, la cultura contadina, i manufatti che arricchiscono chiese e palazzi, le testimonianze devozionali – le attività commerciali e i servizi sorprendono per l’inaspettata varietà e consistenza. Il passato convive con un presente di attivo centro agricolo e commerciale, dotato di moderne strutture turistiche.


Il paesaggio urbano del Borgo offre la scoperta di piccoli tesori di arte, suggestive planimetrie e architetture di rara bellezza che si possono ammirare nei portali di pietra, nei festosi interni dei palazzi signorili e nei preziosi arredi sacri delle Chiese "piccoli musei" di memoria storica, artistica e religiosa che nel seicento contava la presenza di cinque chiese

LA CHIESA DI SAN FILIPPO NERI E SANTA TERESA D’AVILA: situata sul lato della piazza prospiciente il Castello, fa parte del Convento delle Monache Agostiniane, elevato a Monastero di clausura nel 1652. La chiesa venne consacrata nel 1676; al suo interno, sulla parete sinistra, vi è il "San Francesco Saverio" di Gregorio De Ferrari, Barocche sono la struttura della chiesa, a pianta centrale, e le decorazioni. Il Monastero, con il suo meraviglioso giardino è il luogo dove le monache coltivavano erbe aromatiche, preparavano sciroppi di rosa, confezionavano funghi secchi e dolci di pasta di mandorla cavi all’interno e dalle forme "rubate" alla natura: frutti, verdura e fiori da quest’ultimi il nome "Sciuette", la cui ricetta custodita gelosamente per secoli rimane e rimarrà tra le mura del convento.

LA CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA: del XVI secolo, è affrescata con episodi della vita del santo; gli altari sono frutto della munificenza delle nobili famiglie locali che li abbellirono con pregevoli opere d’arte. Grande importanza riveste il culto della Vergine, due sono le opere d’arte che ben testimoniano la devozione dei Varesini a Maria: la statua in albastro della "Madonna con Bambino", portata dall’Inghilterra dal Conte Pietro Giulio Cristiani nel 1551 insieme ad una "Trinità" in alabastro e la statua lignea della "Madonna della Visitazione" (XVIII secolo). Questa, attribuita a A.M. Maragliano, forse autore anche dell’Angelo Annunciante viene portata ogni anno in processione durante le celebrazioni solenni della festa della "Madonna di Luglio". Da segnalare ancora il coro barocco in legno di noce, probabilmente proveniente dalla chiesa di Santa Croce di cui resta solo il campanile, attualmente Torre Civica.

L’ORATORIO DEI SANTI ANTONIO E ROCCO: è un vero e proprio gioiello del Seicento varesino, situato al lato della chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista. La sua costruzione è legata alla Confraternita dei Santi Antonio e Rocco costituitasi nel 1451 e tutt’ora attiva. L’impianto barocco è ben visibile soprattutto nell’altare e nel sipario soprastante, entrambi in stucco, da cui compare il simbolo della Repubblica di Genova, segno dell’alleanza della Confraternita con il Senato Genovese. Alle pareti tele dei Dodici Apostoli; sopra il portone di entrata un’Ultima Cena" copia di quella del Careggio; la volta è decorata da Giuseppe Galeotti, artista del XVIII secolo, con affreschi. Nell’arredo si segnalano i Cristi processionali, i fanali indorati con oro zecchino e i due pastorali in legno dorato con le effigi dei Santi Antonio e Rocco, risalenti al XVIII secolo.

IL BORGO ROTONDO: nasce da un progetto urbanistico "moderno" ideato dai conti Fieschi, feudatari di Varese Ligure dal 1161, che affermarono il proprio controllo su un territorio al centro delle vie di comunicazione tra il Parmense e la Riviera Ligure di Levante.
I Fieschi idearono nel XIII secolo la costruzione di un complesso abitativo che fungesse anche da fortificazione; di qui l’impianto ellittico su cui vennero edificate case rigorosamente in muratura senza aperture esterne. Delle due porte originali rimane oggi quella Sottana. Il fossato e le mura furono costruite in un secondo tempo. Le spese vennero sostenute in parte da benestanti privati e in parte dai conti stessi per incentivare anche artigiani e mercanti a partecipare a quella che si può definire un’impresa comune. Nella piazzetta, che nella fase iniziale non prevedeva la fila di case "mediane", si svolgeva il mercato; le case erano tute uguali, a due piani: i locali del pianterreno sotto i portici erano adibiti a magazzino o laboratorio, mentre i piani superiori fungevano da abitazione. Nel borgo i Fieschi edificarono una chiesa dedicata alla Vergine, la cui collocazione è quasi certamente nell’edificio che attualmente ospita gli uffici del Centro di Educazione Ambientale. Tra le case "mediane" si segnala la cosiddetta "Casa della Ragione o del Capitano" , dove si amministrava la giustizia, ampliata presumibilmente nella metà del XVI secolo, dopo la fallita congiura dei Fieschi; è ancora visibile una delle bifore sulla facciata.

IL CASTELLO: nato su un preesistente castrum, testimonia con le sue vicende edilizie le vicissitudini storiche di Varese Ligure e ne attesta l’importanza assunta nel Basso Medioevo. Originariamente i Fieschi, si costruirono nella parte nord del Borgo una "casa" o "picciol Palazzo", di cui non è rimasto nulla salvo il muro settentrionale che attualmente costituisce il lato sud del quadrilatero del Castello. Per sintetizzare le complesse fasi di costruzione, basti ricordare due nomi: Nicolò Piccinino, capitano di ventura milanese che, nel corso di una spedizione militare, fece erigere la torre alta di "offesa" nel 1435; Manfredo Landi che , sposata Antonia Maria Fieschi, costruì tra il 1472 e il 1478-79 il torrione difensivo, di forma cilindrica, in cui si possono notare le "bocche di fuoco". I Fieschi, molto amati dalla popolazione, ripresero il controllo del Borgo e vi rimasero fino al 1547, anno in cui fallì la congiura di Gian Luigi Fieschi contro i Doria. Il Castello si prestò a diversi impieghi e benché attualmente di proprietà privata, viene concesso per ospitare mostre o convegni.

IL QUARTIERE DI GRECINO: è uno dei primi insediamenti urbani, situato lungo la collina che digrada verso il torrente Carovana. Gioiello e simbolo di questo agglomerato è il Ponte ad una fornice, costruito nel 1515. Il versante meridionale è impreziosito da un bassorilievo in arenaria rappresentante Nascita, Morte e Risurrezione di Cristo, la cui cronologia è controversa; considerando la ruvidezza del tocco, si può pensare ad un artista locale che abbia tentato di riprodurre nella complessità teologica, un modello alto forse costituito dalle opere in albastro che un membro della famiglia Cristiani portò in paese dall’Inghilterra anglicana nel XVI secolo.

LA TORRE CIVICA: era originariamente il campanile della Chiesa di Santa Croce, annessa al Convento dei Padri Agostiniani, chiamati dai Confratelli dell’Oratorio dei Santi Antonio e Rocco e giunti a Varese nel 1563. All’avvento della Repubblica Democratica Ligure (1797) il Convento, cui era anche annesso un ospedale, venne chiuso definitivamente. Provengono dalla Chiesa di Santa Croce la "Madonna della Visitazione" e l’Angelo della Compagnia" , conservati nella parrocchiale. A poca distanza dalla Torre è situata quella che era la chiesa gentilizia del Conti Chiappe e sede della Confraternita della Morte e Orazione, chiamata anche Oratorio di Santa Sabina o "Compagnia". L’edificio, sconsacrato nel XX secolo, ospita ora attività culturali. Di fronte si trova la Casa del Conte Giuseppe Arrivabene patriota mantovano, letterato e musicista, nonché benemerito fondatore della Filarmonica Varesina che nel 2002 ha festeggiato il 150° anniversario della sua fondazione.

PALAZZO FERRARI: ora adibito a private abitazioni, è posto sul lato settentrionale della piazza principale. Un tempo prevedeva una sorta di ponte che permetteva l’accesso al giardino privato. Luogo in cui ora è situato il Monumento ai Caduti. Nella Cappella privata del palazzo furono celebrate le nozze di Domenico Pallavicini con Lugia Ferrari (1772 – 1841), a cui Ugo Foscolo dedicò la celeberrima ode "A Luigia Pallavicini caduta da cavallo". Il portale è impreziosito da due telamoni in marmo.


MUSEI E GALLERIE D’ARTE
"Castello dei Fieschi", attualmente di proprietà privata, viene concesso il suo utilizzo per ospitare mostre e convegni.
"Museo di Cassego" , tradizioni e oggetti della civiltà contadina – Cassego tel. 0187/843005